domenica 21 dicembre 2025

Laya Yoga

In sanscrito la parola laya significa dissoluzione di una cosa in un'altra cosa. Eppure, cosa lo rende diverso dal samadhi e dalla super coscienza? Tutti gli yoga dovrebbero condurre a uno stato superiore in cui avviene la dissoluzione della coscienza inferiore. Che si pratichi pranayama, kriya yoga, o meditazione su Dio o sul guru, quando la coscienza individuale si fonde nella super coscienza, è in uno stato di dissoluzione, o uno stato di laya. In tal caso, ogni yoga è laya yoga. Tuttavia, il laya yoga è uno yoga a sé stante.

Dissoluzione

La super coscienza è lo scopo ultimo per ogni singolo individuo, così come lo è per il continuo processo di evoluzione. In uno stato di super coscienza, non si diventa incoscienti, né si perde la coscienza individuale; si rimane completamente consapevoli di tutto ciò che sta accadendo dentro e fuori.

Lungo il sentiero che conduce alla super coscienza, si deve procedere con una tale attenzione da garantire che la propria coscienza individuale non venga sospesa o dissolta. Ma, nelle pratiche di laya yoga, la coscienza individuale viene portata a perdere il contatto sia con l'interno che con l'esterno.

Gli elementi di prakriti, o gli elementi della natura, che sono formati dai tre guna, sattwa, rajas e tamas, producono un certo effetto o movimento nel modello della coscienza umana. O si cerca di trascendere completamente i tre guna per raggiungere un livello superiore di superconduttori, oppure non si trascendono ma si cerca invece di ritirarli per un po' di tempo al fine di raggiungere uno stato meditativo. Il laya yoga è una forma di yoga in cui i centri fisici del cervello, il sistema nervoso e i centri di coscienza all'interno del cervello vengono consapevolmente portati ad uno stato di incoscienza. Si ha il controllo completo e volontario del processo di dissoluzione della coscienza dell’Io. Proprio come quando si chiudono gli occhi, li si aprono, si chiudono e li si aprono di nuovo, la pratica del laya yoga è in grado di manifestare la coscienza all'esterno, nella vita quotidiana e, allo stesso tempo, se lo si desidera, si può ritirare l’intera coscienza e immergersi in una completa incoscienza e in uno stato di completa dissoluzione.


Necessità dell'hatha yoga

Esistono due tipi di yoga: uno in cui si trascende la natura o i tre guna, e un altro in cui si cerca di dissolvere la natura, prakriti, i tre guna, nello schema della coscienza o nel corpo generale della coscienza. Questo è ovviamente un metodo rapido, ma deve essere appreso da un insegnante, in modo da non commettere errori. Non è affatto una cosa difficile da fare. Si può fare, ma è necessario conoscere una parte di pranayama e alcuni kriya. Un altro punto importante da ricordare è che in uno stato di super coscienza si è consapevoli della consapevolezza. Nel laya yoga si è consapevoli dell’inconsapevolezza. La supercoscienza è davvero difficile e dipende dall'evoluzione spirituale personale, ma è possibile impegnarsi nelle pratiche di laya yoga, e produrre i cambiamenti desiderati sul piano fisico, mentale e spirituale.

Per chi desidera praticare laya yoga, è molto importante iniziare con l'hatha yoga. L'hatha yoga non ha nulla a che fare con asana e pranayama classici. L'hatha yoga mira a riequilibrare il sistema nervoso simpatico e parasimpatico attraverso l’uso di metodi specifici. Asana e pranayama praticati in India, così come in Occidente, non fanno parte dell'hatha yoga o del raja yoga, ma del tantra. Sfortunatamente, i nostri studiosi moderni, e gli studiosi del secolo scorso, hanno commesso questo errore tremendo perché pensavano che se avessero affermato di praticare tantra, la gente sarebbe rimasta inorridita, quindi hanno affermato di praticare yoga. Sono sicuro che nessun insegnante di yoga in Francia ha il coraggio di dire: "Insegno tantra". Ma dirà: "Insegno yoga". Tuttavia, non sta insegnando yoga, sta insegnando tantra, perché asana e pranayama costituiscono un elemento fondamentale del sistema tantrico.


Shatkarma

L'hatha yoga comprende sei sistemi: neti, basti, kapalbhati, dhauti, trataka e nauli. Si deve imparare cosa sono questi sei sistemi e come vengono praticati. Per chi pratica laya yoga è molto importante praticare neti. Neti non è la pulizia del naso, ma l’irrigazione o il raffreddamento del sistema ottico, del cervello frontale, della glottide e di tutta la bocca. Con la pratica di neti, se eseguito correttamente con acqua, catetere in gomma, latte, burro o burro chiarificato, si riesce a risvegliare una ghiandola specifica situata all'interno del naso, dietro la mucosa membrana nasale.

La pratica successiva si chiama dhauti. Consiste nel bere acqua salata e vomitarla. Oppure può essere eseguita come forma di purificazione, bevendo circa sedici bicchieri d'acqua, una cosa molto semplice, e facendo uscire l'intera quantità attraverso l'ano, pulendo il sistema così completamente che si espelle l'acqua esattamente come è stata ingerita.

Il terzo kriya è noto come kapalbhati. Nella pratica di kapalbhati, si devono eseguire cento espirazioni. L’ultima espirazione si trattiene il respiro fuori, si praticano mula bandha, uddiyana bandha e jalandhara bandha. Poi si fa un altro ciclo di cento espirazioni. Infine, ci si concentra su chidakasha, lo spazio interiore dietro la fronte. Praticare kapalbhati cento volte non è affatto difficile purché si sappia come farlo correttamente. Tutti dovrebbero farlo al mattino almeno venti volte per pulire il naso. Se si pratica kapalbhati, si scoprirà quanto sia vero che, dopo cento espirazioni in kapalbhati praticati per trentasei cicli, la mente si ritirerà.

È vero che si può ricordare Dio stando comodamente seduti in poltrona, ma nella pratica di kapalbhati, occorre mantenere il controllo assoluto di mula bandha, del sistema urinario ed addominale. Pertanto, kapalbhati va praticato esclusivamente in siddhasana o padmasana.


Bandha

In Occidente si pensa che mula bandha riguardi il controllo o la contrazione dell'ano, ma non lo è. È un errore che viene commesso anche in India. Con mula bandha si dovrebbe sempre ricordare che si intende la contrazione del perineo, e non la contrazione dell'ano. Il nome completo di mula bandha è muladhara bandha. Muladhara è un chakra, il centro psichico muladhara, e bandha significa controllo. La contrazione di muladhara chakra è abbreviata in mula bandha. Pertanto, prima di praticare kapalbhati, si dovrà praticare correttamente muladhara bandha.

Ashwini mudra e mula bandha sono due pratiche diverse, non sono la stessa cosa, e non possono essere collegate cronologicamente. Ashwini mudra è la contrazione dell'ano, il muscolo dello sfintere. Mentre muladhara bandha è il controllo del perineo nel corpo maschile, nella struttura femminile è il controllo della parte inferiore dell'utero. Questo deve essere praticato prima di kapalbhati.

Inoltre, jalandhara bandha deve essere appreso correttamente, perché praticare jalandhara bandha con il mento che tocca appena il petto non è corretto. Questo è in riferimento al laya yoga e non in relazione alla pratica quotidiana. Jalandhara bandha non può essere praticato in piedi. Può essere praticato solo in due asana, in padmasana, la posizione del loto o in siddhasana, la posizione dell'adepto, e basta. Jalandhara bandha produce il controllo totale delle ghiandole del sistema tiroideo e occorre sapere come controllare queste ghiandole attraverso la pratica di jalandhara bandha.

Quando si pratica kapalbhati il corpo non dovrebbe muoversi. Si dice che se si fa kapalbhati cento volte per trentasei cicli, il corpo dovrebbe essere come una statua. Kapalbhati deve procedere molto delicatamente. Dopo aver eseguito cento cicli, e può raggiungere il primo stadio del laya.


Trataka

Trataka può essere praticato su una candela, un punto nero, una sfera di cristallo grande o piccola. Le sfere di cristallo sono di due tipi, trasparenti e non trasparenti. I cristalli non trasparenti sono noti come shivalingam. C'è un modo, un metodo e un processo preciso per praticare trataka. Trataka può portare al risveglio del proprio sè. Anche se si pratica trataka per la cura degli occhi o l'insonnia, dovrebbe essere fatto correttamente in modo da non sviluppare esplosioni fisiche dannose.

Alcune persone hanno praticato trataka e hanno visto l'inferno, mostri, fantasmi, ed esseri così terribili che hanno interrotto completamente la pratica. Hanno pensavato che quegli esseri fossero realmente scesi.

Ma, in realtà, era un'espressione di ciò che in loro era represso. Pertanto, quando si pratica trataka si segue un sistema in base al quale si guarda il cristallo, o il punto nero. Gli occhi devono essere aperti ma ad un certo punto non ci sarà più nulla che da vedere davanti a sè. La percezione dell'oggetto scomparirà completamente.

Tuttavia, la pratica più importante in hatha yoga è nauli. Nauli ha lo scopo di ricaricare o risvegliare il centro dell'ombelico, il plesso solare o manipura chakra che è molto importante nel laya yoga.


Ulteriore preparazione

La parola hatha significa ida e pingala, il canale lunare e solare, l’energia mentale e l’energia vitale o il sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Quando si raggiunge il completo equilibrio di ida e pingala, che sono in realtà i due sistemi nervosi del corpo fisico, esattamente in quel momento il praticante è pronto per il laya yoga. Altrimenti potrebbe cadere in uno squilibrio nervoso praticando laya yoga.

Equilibrio e armonia in questi due grandi sistemi nervosi non possono essere ottenuti da nient'altro che dalla pratica dell’hatha yoga. Se non si pratica hatha yoga e si ritiene di poterne fare a meno, lo squilibrio nervoso, sia esso a livello simpatico che parasimpatico, si manifesterà nella pratica del laya yoga. I praticanti potrebbero diventare completamente stupidi o molto violenti.

La pratica del laya yoga costituisce un esercizio importante che induce uno stato di totale incoscienza volontaria. Vajroli e due pranayama, noti come murchha e surya bedha pranayama, dovrebbero essere praticati.

Seduti in siddhasana o nella posizione del loto, con gli occhi chiusi, ci si concentra prima sui visceri addominali, nella parte più bassa dell'addome, dove viene eseguita l'operazione di vasectomia, e lentamente si contrae quel punto fino a quando l'intero tratto urinario non si contrae al suo interno. Questo avviene passo dopo passo, stadio dopo stadio. I visceri addominali inferiori e l'area dell'intera zona genitale vengono tirati all'interno. Poi bisogna rilasciarli lentamente così come si erano ritirati. Questo dovrebbe essere praticato di nuovo, insieme alla ritenzione interna o antar kumbhaka, inspirando e trattenendo il respiro all’interno dei polmoni. È importante che in quel preciso istante venga praticato jalandhara bandha. Poi si pratica vajroli mudra finché è possibile. Infine, si aggiungono le pratiche di murchha e surya bedha pranayama. Alla fine, si deve praticare un kriya noto come navamukhi nel tantra.

Dormire in paradiso

Dopo aver praticato questi due kriya per circa dieci minuti, il praticante chiude gli occhi e poi emette un suono particolare che deve terminare con un ronzio. Non può essere semplicemente il nome di Dio. Dovrebbe essere un suono che termina con il ronzio ‘hum, hum’ e continua. Si può usare Om e continuare a praticare Om-Om-m-m, il suono M dovrebbe essere mantenuto continuamente per mezz'ora, venti minuti, o venticinque minuti, o finché è praticamente possibile. È durante la pratica di Om-m-Om-m-Om-m che si perderà la coscienza individuale, e si diventerà consapevoli di essere diventati incoscienti. Si avrà piena conoscenza dell'intero fatto dell'incoscienza che sta avvenendo, ma non sarà possibile sapere che si sta mormorando Om-m-Om-m. Altre persone sentono un lieve gemito, un tono mite che viene ripetuto, ma la coscienza del praticante si sta dissolvendo.

Anche quando si dorme profondamente è laya yoga, ma in quello stato il cervello, la mente, la coscienza rimangono in una condizione depressa e non vengono stimolati e risvegliati. Nelle pratiche di laya yoga il cervello e la coscienza vengono portati a un livello molto elevato, e a quel livello avviene l'incoscienza.

Il laya yoga inizia proprio da qui. Tuttavia, se si dice che questo è laya yoga, si pongono dei limiti all'evoluzione della conoscenza individuale o della coscienza individuale. Non c'è differenza tra kundalini, laya e kriya yoga. Esistono molti metodi che possono essere praticati e che vengono insegnati per la dissoluzione della coscienza individuale a un livello molto elevato.

Si dice che un uomo comune dorme in un letto, mentre uno yogi dorme in paradiso. Ciò significa solo che l'uomo comune perde i sensi a un basso livello di coscienza mentre un laya yogi perde i sensi a un livello di coscienza elevato ed evoluto.

Stile di vita

Per praticare laya yoga sono necessarie circa due ore al mattino. La preparazione dovrebbe durare un mese. L'apprendimento dei veri e propri kriya del laya yoga può richiedere fino a un mese. A questo si aggiungono le restrizioni alimentari. Tutto ciò che ostacola l'accelerazione del metabolismo umano è contrario al laya yoga. Uno dei punti più importanti del laya yoga è che, se il metabolismo non viene accelerato, non si può in nessun modo raggiungere lo stato di laya yoga. Un laya yogi non è contrario a latte, carne, pollo, pesce o qualsiasi altra cosa del genere, ma poiché alcune diete ostacolano il processo di accelerazione del metabolismo, non beve nemmeno il latte.

Inoltre, sebbene alcuni tipi di droghe possano ovviamente produrre uno stato di incoscienza, calma, tranquillità e serenità, in ultima analisi interferiscono con il processo del laya yoga. Nelle scritture sul tantra, il laya yoga è trattato con grande rispetto. Tuttavia, il laya yoga ha un grande svantaggio: allontana dalle qualità soprannaturali o extrasensoriali sviluppate.

Che si tratti della pratica di kapalbhati, di murchha pranayama o di vajroli, sicuramente sviluppa alcuni dei centri cerebrali ultrasonici, supersonici o parapsicologici, comunque li si voglia chiamare. Questi sono noti come siddhi. Questi siddhi, poteri psichici, di natura superiore o inferiore, distolgono l'attenzione della coscienza dal sé superiore e questa è l’ostacolo più grande. Pertanto, le pratiche di laya yoga dovrebbero essere eseguite con un guru e in sua presenza.

Esistono molte istruzioni secondarie riguardanti il laya yoga. Il laya yoga non dovrebbe essere praticato da una persona non sposata, e se una persona non sposata desideri praticarlo, dovrebbe prima sposarsi e poi praticarlo. Questo non è uno scherzo. È una verità scientifica. Il praticante dovrà alleggerire e liberare la ghiandola pituitaria posteriore dagli ormoni progesterone ed estrogeni congesionati, eliminandoli in modo che si apra. Ci sono alcune tossine nel sistema, non solo nello stomaco, nel sangue, nel cuore, o nei polmoni, non solo nei muscoli o nelle ossa. Le tossine sono presenti anche nel sistema nervoso e nel cervello. Occorrono eliminarle. Solo dopo tutto questo, il laya yoga porterà serenità e dissoluzione totale ed omogenea.

Non insegno mai laya yoga ai celibi. Ci sono molti altri yoga, come bhakti yoga, kirtan e japa yoga che ritengo siano adatti a tutti, mentre il laya yoga è solo per quelle persone che sono realmente sposate.

1970, Divine Life Society Parigi, Francia

Tratto da:

http://www.yogamag.net/archives/2010s/2012/1211/1211laya.html