lunedì 21 settembre 2026

La Mente - Specchio

 

Swami Satyasangananda Saraswati

La mente è lo specchio attraverso cui vedete il mondo. Qualunque cosa la mente percepisce, diventa per voi la verità, così come la vedete, ma questa potrebbe non essere la percezione ultima. Man mano che la mente si sviluppa, le percezioni cambiano e continuano a cambiare costantemente. La percezione è in realtà una qualità della mente superiore. La mente che percepisce è pura consapevolezza. La conoscenza la attraversa facilmente, poiché non ci sono barriere di tempo, spazio od oggetti che possono ostacolare il libero flusso della conoscenza. In realtà, si può affermare che la conoscenza pura non è altro che una consapevolezza omogenea e ininterrotta. Basandosi sulla percezione, la consapevolezza continua a inviare informazioni alla mente per guidarvi. Sul piano cosciente, la mente ha un’altra fonte di informazione, gli indriya, o organi di conoscenza e di azione. A volte le due fonti si contraddicono, altre volte una fonte di informazione è più chiara o più convincente dell’altra, e quindi questa diventa la vostra percezione. La percezione sensoriale è estremamente limitante e spesso un modo impreciso di percepire le cose. Questo perché i sensi sono finiti; la loro esistenza dipende dal tempo, dallo spazio e dall’oggetto. I sensi non possono esistere in assenza di questi tre fattori. I sensi hanno delle limitazioni a causa della loro natura finita. Inoltre, non sono fonti di conoscenza indipendenti; necessitano delle facoltà cognitive di manas, la mente razionale, per comprendere le informazioni che ricevono e delle facoltà discriminanti dell’intelletto, o buddhi, per distinguere la verità dalla menzogna. Oltre alla mente e all’intelletto, anche i sensi sono governati dall’ego, o ahamkara, che valuta la conoscenza in relazione a sé stessi.

La consapevolezza, d’altra parte, è infinita, non ha né inizio né fine. È totalmente indipendente dalla mente, dai sensi, dall’intelletto e dall’ego. La consapevolezza, o chetana, è presente in ognuno di noi. Come sviluppare questa consapevolezza è l’oggetto di Sri Vijnana Bhairava Tantra. Si tratta di un argomento di fondamentale importanza, poiché da esso dipendono le nostre prestazioni nella vita a ogni livello: fisico, emotivo, intellettuale e spirituale. Se analizzate attentamente, scoprirete che il valore complessivo della vita non è dato dal numero di anni che avete vissuto, ma da ciò che avete percepito. La vostra consapevolezza della vita è, di fatto, la realtà della vostra vita, ancor più dei vostri muscoli, delle ossa e del corpo. Senza consapevolezza o percezione, il corpo non vi sarebbe di alcuna utilità.

Sorge dunque spontanea la domanda: se questa consapevolezza esiste indipendentemente dal corpo e dalla mente, dove risiede e qual è il suo legame con il corpo e con la mente? La dimora della consapevolezza si descrive al meglio attraverso la splendida analogia del fiore di loto, che nasce e vive nell’acqua fangosa, eppure rimane incontaminato e intatto. La consapevolezza pervade ogni cosa dentro e fuori di voi. Esiste in ogni singola cellula, atomo e molecola di cui siete composti. È presente anche tutt’intorno a voi, in ogni forma. La natura è senziente e ricca di consapevolezza.

Tratto da: http://www.yogamag.net/archives/2020s/2025/2509/2509ymm.html